Scabbia? Aiuto, che fare?

La scabbia non è considerata un malattia particolarmente grave (…da chi non ce l’ha;).
Però ha una sintomatologia parecchio fastidiosa;
una guarigione non sempre semplicissima (soprattutto per il pericolo di re-infestazione)
ed una serie di problematiche -anche serie- se o quando viene trascurata.

Da cosa è causata

La scabbia è un’infestazione della pelle causata dall’acaro umano Sarcoptes scabiei var. Hominis, che penetra nello strato superiore della pelle dove vive e dove depone le sue uova.

Ci si accorge di aver contratto la malattia per i suoi sintomi.
Il sintomo più comune della scabbia è un prurito intenso, prevalentemente notturno associato a un’eruzione cutanea simile a un brufolo.

L’acaro della scabbia di solito si diffonde per contatto diretto, prolungato, cutaneo con una persona già infestata (negli adulti è frequentemente acquisita sessualmente).

I sintomi più comuni

In una persona che per la prima volta subisce un’infezione da scabbia, la comparsa dei sintomi, può richiedere fino a 4-6 settimane.

Come si è detto, prurito e piccole bolle cutanee sono il segno principale,
possono interessare gran parte del corpo o essere localizzati in alcune parti come il polso, il gomito, l’ascella, tra le dita, il capezzolo, il pene, la linea della cintura e i glutei.

Non sono facili da individuare e si trovano più spesso nelle pieghe di parti più soffici e meno esposte (come quelle sopra citate).

Principali problematiche

  • L’agente infestante (l’acaro) non è visibile ad occhio nudo, quindi di per sè non è possibile “starne alla larga”.
  • La scabbia è una patologia contagiosa, quindi in un ambiente comunitario (famiglia, alloggi comuni, strutture di ricovero) è facile poterla contrarre quando ci sono persone infette.
  • La scabbia non è una malattia che va incontro a guarigione spontanea, e una volta guariti non si acquisisce alcuna immunità contro l’acaro.
  • Eradicare l’acaro completamente, in modo da impedire le re-infestazioni, può, a seconda dei luoghi, essere un compito complicato e faticoso.
  • Esiste un reale pericolo di sovrainfezioni batteriche causate dalle lesioni che il “malato” si procura grattandosi, dato che il prurito è uno dei sintomi principali della malattia.

La terapia

La terapia è topica con scabicidi, in crema o lozione applicati su tutte le aree del corpo dal collo fino ai piedi; solitamente i farmaci utilizzati (Benzile benzoato o Permetrina) dovendo servire per tutto il corpo e, frequentemente, per più individui, possono essere preparati in qualsiasi quantità presso farmacie galeniche specializzate, dietro presentazione di ricetta medica.
A questo possono aggiungersi farmaci per alleviare i sintomi (antistaminici o cortisonici).

Nei neonati e bambini piccoli che vengono contagiati, è raccomandata l’applicazione anche alla testa e al collo.

L’applicazione è preferibilmente notturna, per una durata di 8-14 ore, seguita da rimozione mediante lavaggio. Dopo il trattamento devono essere indossati indumenti puliti.

La decontaminazione

di arredi (cuscini, potrone , divani) e di articoli come biancheria da letto, vestiti e asciugamani usati da una persona con scabbia può essere fatta mediante un lavaggio a macchina in acqua calda e asciugando con il ciclo a caldo o con il lavaggio a secco.
In alcuni casi può risultare utile e comodo l’utilizzo di una “Vaporella“.

Gli articoli che non possono essere lavati o lavati a secco possono essere decontaminati rimuovendoli da qualsiasi contatto corporeo per almeno 72 ore.
Infatti, l’acaro della scabbia, in quanto parassita umano obbligato, non può sopravvivere lontano dall’uomo per più di un certo periodo di tempo (di solito, appunto, 3 giorni).

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