DHEA e invecchiamento (Adrenopausa)

Con l’avanzare dell’età, il declino degli ormoni androgeni circolanti è il risultato di una combinazione del venir meno della sintesi (ovarica e testicolare) e della riduzione correlata all’età, della secrezione di questi ormoni a livello di surrene.

Il deficit che si verifica porta, oltre ad un ovvio calo della funzione sessuale, anche ad una diminuzione della sensazione di benessere, di energia e può contribuire alla riduzione della densità ossea (osteoporosi), soprattutto nel sesso femminile.

Quali sono gli ormoni coinvolti

Sia nell’uomo che nella donna, rispettivamente testicolo ed ovaio e il surrene sono gli organi deputati alla produzione degli androgeni circolanti. Entrambi gli organi sintetizzano in differente percentuale l’androstenedione (A), il testosterone (T) ed il DHEA.
Per completezza di informazione il DHEA è anche prodotto, in minima percentuale, da alcune cellule presenti nel tessuto nervoso centrale (gliali),

Negli ultimi dieci anni l’attenzione di numerosi gruppi di ricerca internazionali è stata rivolta allo studio dei Δ-5-androgeni, il DHEA e il suo coniugato estere solfato (DHEA-S). Entrambi gli steroidi sono di origine surrenalica ed hanno suscitato notevole interesse nell’ambito scientifico, anche per il fatto che sono gli steroidi quantitativamente più diffusi in circolo.

Il deidroepiandrosterone (DHEA)

Il DHEA è precursore della sintesi degli altri importanti ormoni sessuali del nostro corpo, secondo il seguente schema:

               colesterolo -> pregnenolone -> DHEA -> androstenedione -> testosterone

I livelli di DHEA decadono con l’età negli uomini e nelle donne, raggiungendo valori talvolta molto bassi, sino al 10% -20% di quelli riscontrabili nei giovani. Questa diminuzione legata all’età suggerisce l’esistenza di un fenomeno chiamato “adrenopausa“.

L’Adrenopausa è definibile come un rallentamento dell’attività della corteccia surrenale dovuto all’invecchiamento.

Date queste caratteristiche, moltissimi studi puntano il dito verso diversi potenziali ruoli del DHEA, la cui diminuzione influenza a cascata i suoi prodotti ormonali di trasformazione (come visto nello schema più su), rendendo questo declino clinicamente evidente e rilevante.

Perché è interessante

Il DHEA viene definito un pro-ormone (ossia un precursore di altri ormoni).
Questo è un concetto molto interessante per gli studiosi.
L’integrazione a base di una simile sostanza è potenzialmente molto utile, perché aumentando o diminuendo la sintesi dei prodotti finali in base alle necessità fisiologiche del momento, permetterebbe all’organismo umano di utilizzarla in modo adeguato per lunghi periodi senza particolari rischi per la salute.

Per le conclusioni relative ai suoi effetti sull’invecchiamento, il DHEA è stato pubblicamente presentato come una “fonte della giovinezza“, in talune testate giornalistiche l’ho sentita definire addirittura “pillola dell’eterna giovinezza“, andando a compensare diversi squilibri che si avverano col fisiologico invecchiamento dell’organismo.

Esistono infatti studi che documentano il rapporto che esiste in persone con bassi livelli di DHEA nell’organismo, con tutta una serie di disturbi correlati all’età:

  • Disordini muscolo – scheletrici, quali: aumento del rischio di fratture dovuto a riduzione di densità ossea, perdita di massa muscolare e di forza fisica, cui si relazionano aumentati rischi di cadute accidentali con conseguente danno alle ossa già indebolite (vd qui)
  • Disordini cognitivi come demenza ed incidenza del morbo di Alzheimer, correlati all’età (qui)
  • Disturbi dell’umore. La prevalenza della depressione aumenta con l’età. È correlata al declino cognitivo e funzionale, nonché ad una elevata morbilità e mortalità(qui)
  • Disordini cardio-vascolari. E’ noto come la maggiore incidenza di eventi acuti cardiovascolari, si registri in pazienti sopra i 75 anni di età.
  • Disturbi della sfera sessuale. Disfunzioni erettili nell’uomo, ma altrettanto evidenti disturbi a livello ginecologico nella donna (modificazioni del tessuto vulvare e secchezza vaginale)*

Perché non va frainteso

Tutti questi potenziali effetti positivi non devono indurre a conclusioni affrettate, come purtroppo spesso accade. Nel senso che si sia indotti a ritenere che un integrazione col DHEA sia in ogni caso benefica.

In realtà, come tutte le altre funzioni corporee, anche la fisiologica secrezione di DHEA obbedisce alla legge del mantenimento di un equilibrio.

Se un soggetto sano, con valori normali di DHEA nell’organismo volesse beneficiare di un surplus di effetti teoricamente positivi, potrebbe incorrere in errore. Infatti, di norma, il nostro corpo ha la capacità di regolare la secrezione di DHEA in modo ottimale. Salvo patologie specifiche che causano una ipo- o una iper-produzione, il DHEA endogeno non ha effetti collaterali la sua secrezione decresce naturalmente solo con l’avanzare dell’età.

Quindi, tanto per capirci, in individui giovani (sotto i 35 anni di età) ed in condizioni di salute ottimali, non ha senso parlare di assunzione di questo pro-ormone.

Chiarito questo aspetto, vediamo di illustrare come va usato quando è necessario.

Integratori a base di DHEA

Innanzitutto una precisazione. Ci sono due metodiche per produrre un ormone in laboratorio:

  • per semi-sintesi
  • per sintesi totale

La semi sintesi, nel caso specifico, avviene estraendo diosgenina, una saponina, da una fonte vegetale chiamata Dioscorea villosa (Wild Yam) che viene poi trasformata attraverso modificazioni enzimatiche in DHEA.

La sintesi totale parte invece da una sostanze pura, sintetica anch’essa, di natura steroidea ed elaborata tramite passaggi intermedi nel prodotto finale che si desidera ottenere.

Questa premessa perché, alcune aziende di integratori commercializzano prodotti naturali a base di piante vegetali che promettono di aumentare la produzione endogena di DHEA.
Alla base vi è un’idea semplice, assumete questo precursore naturale (naturale=sicuro=solo benefici…ma sarà davvero così?) e avrete tutti i benefici del DHEA; peccato che il nostro organismo non sappia replicare le reazioni chimiche che in laboratorio consentono di ottenere il DHEA a partire da questi estratti vegetali.

Come assumere il DHEA

Non esistendo, in Italia, farmaci in commercio che contengano questa sostanza, l’unico modo per ottenerla è facendolo preparare in farmacie che dispongano di laboratori attrezzati. Partendo da materie prime pure e certificate (non da precursori naturali) si possono richiedere capsule a diverso dosaggio. E’ necessario che sia il medico a prescrivere il farmaco ed è obbligatorio presentare al farmacista una ricetta (valida una sola volta), che verrà ritirata al momento della dispensazione del preparato.

Le dosi di DHEA da assumere variano in base al sesso, all’età, allo stato di salute e a numerosi altri fattori. In ogni caso, ricordo, la terapia va sempre eseguita esclusivamente sotto controllo medico.

In genere vengono prescritte dosi comprese tra i 10 e i 50 mg al giorno per le donne e tra i 25 ed i 100 mg al giorno per gli uomini. E’ buona regola iniziare con piccole dosi e monitorare costantemente i livelli di DHEA nel sangue per valutare la reazione fisiologica dell’organismo.

Sempre rivolto a coloro che sono indotti a considerare solo gli effetti positivi legati ad un’assunzione controllata di DHEA, ritenendo che “di più è meglio”, va sottolineato che, in realtà, mano a mano che si aumentano le dosi di assunzione gli effetti benefici raggiungono un plateau (ossia una soglia oltre la quale non si può andare) e gli effetti collaterali aumentano in proporzione, portando a conseguenze contrarie rispetto a quelle sperate.

In conclusione

L’invecchiamento e l’adrenopausa si manifestano diversamente da persona a persona, solo accennando ad un concetto molto più ampio che differenzia invecchiamento cronologico da invecchiamento biologico, ragion per cui è fondamentale effettuare un dosaggio plasmatico del DHEA e del DHEA-S sia negli uomini che nelle donne (in postmenopausa), prima di pensare ad un eventuale trattamento.

Se nei pazienti si dovesse effettivamente osservare una maggior diminuzione dei livelli dei Δ5-androgeni, questo potrà meglio orientarci alla possibilità di iniziare un’adeguata terapia supplementare a base di questo pro-ormone per far loro ritrovare una migliore e più appagante qualità di vita.

Per ulteriori delucidazioni puoi contattarmi compilando il form qui sotto

 

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