Il limone alcalinizza. O forse no…

Acqua calda e limone a digiuno tutte le mattine magari con un pizzico di sale ?
Cominciamo dicendo che adoro l’acqua e limone la mattina. Non sono abituato a bere latte, non prendo caffè, l’acqua e limone costituisce un gradevole inizio delle mie giornate.

La risposta alla domanda posta nel titolo, invero, trova collocazione nell’argomento ben più ampio che tratta di informazione e disinformazione nell’epoca del “dr Google”…
Navigando tra i vari siti, è facile leggere un’affermazione che sembra attendibile e poco dopo trovarla, da un’altra parte,  confutata con altrettanta credibilità.

Le proprietà del Limone

Non si contano più gli articoli ed i video sul web dove si decantano le mirabolanti proprietà del limone (con o senza sale). Nella classifica degli articoli più letti in ambito dietologico, quello sulle potenzialità del limone è sempre nella top five.

Il limone :

  • brucia i grassi
  • alcalinizza
  • accelera il metabolismo e così via …

Ma è davvero così?

I costituenti principali del limone 

Per cercare di identificare le proprietà del succo di limone, dobbiamo certamente partire dalla sua composizione. Nella tabella qui in basso vengono riportati i principali elementi presenti:

Fondamentalmente acqua (quasi il 90%), il resto un pò di carboidrati, vitamine (C, A e folati) e alcuni sali minerali in concentrazione moderata.
Altro elemento da considerare è l’acido citrico, quello che conferisce il sapore aspro (come in tutta la frutta, solitamente) che è presente in concentrazioni elevate – tra il 4% e il 7% (come puoi vedere in questo studio)

Sulla base di queste conoscenze, vediamo di analizzare nel dettaglio perché grazie ai suoi componenti, il succo di limone dovrebbe avere gli effetti che abbiamo prima citato.

GIU’ LA PANCIA CON GLI AGRUMI

1. Il limone “brucia” i grassi.
In effetti quando si utilizzano termini come “velocizzare”, “stimolare” il metabolismo, l’intento e quello di ricondurre il pensiero alle capacità che ha un organismo di utilizzare i grassi depositati, trasformandoli in energia e quindi -sostanzialmente- disfacendosene, in modo da dimagrire. In pratica si usano come fossero sinonimi dello stesso concetto.

Di norma questa proprietà viene giustificata, ricorrendo all’introduzione di termini quali: “potere disaggregante” o “azione enzimatica”, alludendo alla possibilità di una scissione di molecole (di grasso) in altre più piccole, presumibilmente più semplici da utilizzare o da smaltire.

Il richiamo agli enzimi, in questo senso, è giustificato. Gli enzimi in effetti sono proteine che il corpo utilizza per far avvenire moltissime diverse reazioni. Peccato che tutte le proteine che ingeriamo, vengono completamente denaturate e distrutte dal nostro sistema digerente; spezzate nei singoli aminoacidi che poi noi utilizziamo come materiale per costruire le nostre proteine e i nostri enzimi.

Se ci fermiamo a queste motivazioni, non troviamo elementi sufficienti a giustificare un effetto dimagrante del succo di limone, che rimane solo presunto… In buona sostanza, in ambito strettamente scientifico, una correlazione causa effetto, specifica, non esiste.

Però la curiosità aiuta ad investigare. E così trovi che uno studio dell’Università dell’Arizona ha constatato che l’utilizzo del pompelmo (un agrume come il limone) ha un qualche effetto sui grassi dell’organismo; infatti, ha ridotto il colesterolo totale e aumentato i livelli di colesterolo”buono” HDL e la pressione arteriosa in soggetti sovrappeso o obesi, sottoposti ad una dieta controllata. Ed un altro studio, ammette che estratti secchi di Citrus Aurantium (l’arancio amaro) sono in grado di modificare l’espressione di alcuni geni che migliorano le capacità funzionali del tessuto adiposo bianco, tanto da poter diventare efficaci nel trattamento di alcuni disordini metabolici, quale il diabete di tipo II.

Insomma, una prova concreta ancora non c’è, ma alcuni indizi di correlazione, esistono.

LE CENERI DI UN ALIMENTO

2. Il limone alcalinizza.
Col solo buonsenso, chiunque direbbe che il succo del limone è tendenzialmente acido.
Come mai moltissimi nutrizionisti considerano, invece, il limone un alimento alcalino?
La spiegazione comunemente data, preferisco copiarla ed incollarla dal sito www.cibo360.it, che illustra la teoria (senza sostenerla) della dieta alcalina:

L’acidità di un cibo non si misura allo stato fresco, ma sulle ceneri (cioè i minerali) che rimangono dopo la sua combustione: tali sostanze, disciolte in acqua, possono comportarsi come acidi o basi, alterando il pH dell’organismo. Il limone, per esempio, è un alimento molto acido, ma secondo la dieta del pH viene considerato alcalino, perché le componenti acide hanno natura organica e vengono facilmente metabolizzate dall’organismo, mentre le componenti inorganiche, che permangono nell’organismo più a lungo, sono alcaline.

Dunque, partiamo da un presupposto: non è vero che le proprietà di un alimento sono analizzate a partire dalle sue ceneri. È certamente vero che il quantitativo calorico di un alimento si stima attraverso un processo di combustione, ma bisogna sempre considerare che all’interno del nostro organismo (temperatura massima di 37 C°) i cibi non vengono bruciati bensì ossidati, perciò nel nostro caso è l’alimento “allo stato fresco” che determina le proprietà dello stesso, e non le sue ceneri!

Tra i componenti del succo di limone, ho citato l’acido folico, l’acido ascorbico (Vitamina C) e l’acido citrico. Tutti componenti acidi che determinano il fatto che il pH del succo è certamente molto basso (ossia acido). In verità, sono tutti acidi organici, quindi ben assorbiti dal corpo e utilizzati in moltissime reazioni metaboliche. Però, pur ammettendo che la parte acida venga tutta ben utilizzata, saranno sufficienti circa 100 mg di Potassio (K- vedi tabella sopra) ogni 100 g di limoni, a giustificare un potere alcalinizzante ?

In ambito scientifico non sono riuscito a trovare nessuno studio che proclami questa capacità alcalinizzante. Così ho provato ad ipotizzare come questa concezione possa originarsi.

Abbiamo visto che il motivo per cui i limoni sono acidi è perché contengono molto acido citrico, certamente all’interno del nostro organismo, una parte di questo acido citrico si ionizza in citrato liberando un equivalente (in moli)  di H+. Il citrato è naturalmente una base debole, infatti se versiamo un pò di sale citrato in acqua otterremmo una soluzione leggermente basica.
In sostanza, potrebbe darsi, che i creatori di questa moda si siano dimenticati o non considerassero gli ioni H+, che naturalmente non scompaiono magicamente quando ingeriamo succo di limone.

In medicina, proprio per questa caratteristica dissociazione, i sali di citrato vengono anche utilizzati perché possono ritardare la formazione di calcoli; questo è dovuto, in gran parte, alla loro capacità di legarsi con il calcio urinario e ridurre la concentrazione di calcio libero, riducendo in tal modo la “sovra-saturazione” delle urine (studio).

Esiste poi tutta una correlazione tra le caratteristiche acide o basiche degli alimenti (in gergo tecnico, PRAL) e il pH delle urine. In questo studio del 1995 è assodato che ad un’introduzione di cibi tendenzialmente acidi si associa un’acidificazione delle urine (piuttosto intuitivo).
Quello che sorprende, rispetto a molte altre tabelle che circolano su internet, è che 100 ml di succo di limone hanno praticamente lo stesso carico acido sui reni rispetto alla stessa quantità di vino rosso, ma non si discostano eccessivamente, rispetto a quanto si tende a far credere, da un’eguale volume di …Coca Cola!

Quindi, in buona sostanza, per quanto accattivante, la presunta capacità alcalinizzante del limone non trova conferme in letteratura e siccome l’onere della prova compete a chi fa le affermazioni, sarebbe giusto domandare ai sostenitori di questa ipotesi alcalinizzante, da quale testo o fonte scientifica ufficiale abbiano tratto tale conclusione.

Conclusioni

Notizie bomba quali : “lo shampoo è cancerogeno” oppure “l’aceto di mele disintossica” sono facili da trovare nel mondo del web. Ma chi lo scrive? Che prove ha a supporto di queste affermazioni? Ci sono degli articoli scientifici che lo dimostrano?
Se non è così, dal punto di vista scientifico queste parole sono prive di senso.

Paradossalmente il mio scetticismo è abbastanza difficile da sostenere nella vita di tutti i giorni. Nell’epoca del sapere superficiale, in cui noi abbiamo un’infarinatura  di un pò di tutto. Riceviamo una montagna di informazioni durante il giorno ma molto spesso non andiamo in profondità.
Non abbiamo tempo e spesso non abbiamo neppure le capacità per mettere in dubbio quello che ci viene detto o ancora peggio non abbiamo le capacità di andare a verificare di persona se una certa affermazione è vera oppure no.

Una volta l’ignorante era la persona che non aveva le informazioni adesso l’ignorante è la persona che non riesce a distinguere l’informazione vera dalle false.

E allora? Come comportarsi?
Mangiare frutta fresca, compreso il limone, è sicuramente una cosa positiva e da incoraggiare, ma è sbagliato immaginare che ci siano sempre delle cure miracolose e mirabolanti basate su  semplici ingredienti e che per qualche subdolo motivo ci siano tenute nascoste.
Io continuerò a bere il mio ottimo succo di limone la mattina, senza sentirmi scoraggiato perché le decantate proprietà “curative” magari proprio tali non sono, ma soddisfatto di iniziare la giornata con un ottima spremuta di frutto fresco.

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