L’ibuprofene, uno degli antidolorifici e antinfiammatori che vengono più comunemente indicati in caso di dolori muscolari, febbre, mal di testa, ossia i sintomi più lievi della variante Omicron del Covid, sembra diventato ormai introvabile.
In questo momento, con la ri-esplosione dei contagi, probabilmente c’è stato anche un boom di richieste al quale non si riesce a far fronte.
Cos’è l’ ibuprofene
L’ibuprofene è un farmaco antinfiammatorio non steroideo (FANS) ben noto a tutti per essere liberamente acquistabile in creme o compresse o capsule senza ricetta e usarlo autonomamente in caso di dolori e infiammazioni (es. mal di testa, dolori articolari).
Nei suoi marchi più conosciuti troviamo nomi quali: Moment, Nurofen, Buscofen, Brufen e molti altri
Le attività chimiche dell’ibuprofene sono ben note:
- antinfiammatorio
- causa piastronopenia
- analgesico
- antipiretico
- inibitore delle COX 1 e 2
Esistono anche alcuni studi che ne indagano l’efficacia quando nebulizzato dimostrando diverse attività supplementari (ma la loro trattazione fa parte di un articolo diverso che puoi trovare qui):
- battericida
- virucida
- mucolitico
- antinfiammatorio
- surfactante polmonare
Carenza del prodotto (agg. 07-2022)
Reckitt Benckiser Healthcare (Italia) S.p.A., titolare AIC dei farmaci in oggetto, ha recentemente comunicato ad AIFA la carenza sul territorio nazionale dei seguenti medicinali a base di ibuprofene: Nurofen Febbre e Dolore sospensione orale, Nurofenkid Febbre e Dolore capsule molli masticabili, Nurofenjunior supposte bambini e Nurofenteen compresse orodispersibili gusto menta.
Tale carenza è temporanea ed è stata comunicata ad AIFA al fine di poter essere inserita tra le formulazioni mancanti nella lista ufficiale dei farmaci carenti sul territorio italiano che è consultabile al seguente link:
https://www.aifa.gov.it/farmaci-attualmente-carenti
Dosaggio dell’Ibuprofene
Il quantitativo somministrare varia in base al peso ed all’età del paziente.
La dose giornaliera raccomandata è di 20-30 mg/kg di peso corporeo, suddivisa 3 volte al giorno con intervalli di 6-8 ore.
Può essere importante ricordare che non si devono in nessun caso superare le 4 dosi giornaliere e che il tempo tra una somministrazione e la seguente non deve essere inferiore a 6 ore.
Ovviamente il quantitativo può differire in base alle diverse forme farmaceutiche (solide o liquide) ed alle concentrazioni del farmaco scelto. Qui sotto una semplice tabella riassuntiva.
FONTE: accademia americana di pediatria

Di contro, per la sua natura farmacologica, l’ibuprofene può avere degli effetti indesiderati che, per facilità riporto qui di seguito.
Controindicazioni
L’ibuprofene sospensione orale è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
L’ibuprofene sospensione orale non deve essere utilizzato in pazienti che hanno precedentemente mostrato reazioni di ipersensibilità (ad es. asma, orticaria, angioedema o rinite) dopo l’assunzione di ibuprofene, aspirina o altri FANS.
L’ibuprofene sospensione orale è controindicato anche nei pazienti con una storia di emorragia o perforazione gastrointestinale, correlata a una precedente terapia con FANS.
L’ibuprofene sospensione orale non deve essere utilizzato in pazienti con ulcera peptica ricorrente o emorragia gastrointestinale attiva o con storia di recidiva (due o più episodi distinti di ulcerazione o sanguinamento accertati).
L’ibuprofene sospensione orale non deve essere somministrato a pazienti con condizioni che comportano un’aumentata tendenza al sanguinamento.
L’ibuprofene sospensione orale è controindicato nei pazienti con grave insufficienza cardiaca (classe NYHA IV), insufficienza epatica e insufficienza renale.
L’ibuprofene sospensione orale è controindicato durante l’ultimo trimestre di gravidanza.
Gli effetti indesiderati possono essere ridotti al minimo utilizzando la dose efficace più bassa per la durata più breve necessaria per controllare i sintomi.
Mascheramento dei sintomi delle infezioni sottostanti
L’ibuprofene può mascherare i sintomi dell’infezione, che possono portare a un inizio ritardato di un trattamento appropriato e quindi peggiorare l’esito dell’infezione. Ciò è stato osservato nella polmonite acquisita in comunità batterica e nelle complicanze batteriche della varicella. Quando l’ibuprofene viene somministrato per alleviare la febbre o il dolore in relazione all’infezione, si consiglia il monitoraggio dell’infezione. In contesti non ospedalieri, il paziente deve consultare un medico se i sintomi persistono o peggiorano.
L’uso di ibuprofene sospensione orale con FANS concomitanti, inclusi gli inibitori selettivi della ciclossigenasi-2, deve essere evitato a causa dell’aumentato rischio di ulcerazione o sanguinamento (vedere paragrafo 4.5).
Il consumo concomitante di alcol in eccesso con i FANS, compreso l’ibuprofene, può aumentare il rischio di effetti avversi sul tratto gastrointestinale, come emorragie gastrointestinali o sul sistema nervoso centrale, probabilmente a causa di un effetto additivo.
La carenza in Italia
Essendo tra i farmaci più comunemente consigliati per contrastare febbre, dolori muscolari e cefalea ha già una diffusione molto ampia; in più si è visto che questa molecola riesce a combattere egregiamente la maggior parte dei sintomi che accompagnano il decorso lieve della nuova forma di Covid.
Un articolo di pochi giorni fa su un quotidiano nazionale, riportava quest’affermazione:
“Il caso ricorda l’affaire Zitromax: “Bisogna vendere tutte le molecole e ora è il turno di questa”