Artemisia Annua, nuova cura contro il cancro?

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Un cenno sulle ultime ricerche

Oggi, molti di quei ricercatori che volgono i loro studi verso la ricerca di efficaci terapie antitumorali, concentrano la loro attenzione nei confronti del sistema immunitario. Questo per cercare di capire in che modo, il sistema di difesa del nostro organismo, interagisca con le cellule del tumore.

Riflettiamo un attimo per capire cosa succede.

Sfuggendo al controllo del sistema immunitario, le cellule tumorali sono in grado, una volta generatesi per le cause più disparate, di crescere, moltiplicarsi e diffondersi in tutto l’organismo. A quel punto il tumore diventa visibile in differenti parti del corpo.Si cercano quindi dei modi per ripristinare la capacità del sistema immunitario ad attaccare ed eliminare le cellule tumorali e questo avviene utilizzando diverse strategie:

  1.  Stimolando il sistema immunitario a liberarsi delle cellule tumorali.
  2.  Impedendo alle cellule tumorali di usare tecniche mascheranti e limitanti del nostro sistema immunitario
    Quindi , questo tipo di approccio ha come bersaglio principale le nostre cellule, piuttosto che quelle del tumore.

Altra caratteristica importante è che,

la terapia convenzionale antitumorale non crea una memoria immunitaria, ma esaurisce la sua efficacia nel momento in cui la somministrazione termina e i residui di farmaco vengono definitivamente eliminati dal nostro corpo.
Invece l’approccio immuno-oncologico, come viene definito, agisce rendendo il sistema immunitario capace di riconoscere e attaccare in modo selettivo le cellule tumorali e stimolandolo a ‘ricordare’ le cellule tumorali, permettendogli di adattarsi continuamente al tumore nel tempo e garantendo in tal modo una risposta immunitaria costante e durevole, qualora dovessero presentarsi delle recidive.

Trattamenti non convenzionali

Tra i diversi protocolli farmacologici, poi, ce ne sono alcuni che contemplano l’associazione di terapie convenzionali con un elemento fitoterapico, recentemente molto discusso, l’Artemisia Annua. Da questa pianta si estrae un principio attivo, l’Artemisinina, normalmente impiegato per la terapia anti-malarica.

Come agisce l’Artemisinina?

Molto in breve, la sua azione molto potente è legata alla struttura chimica che lega il ferro intracellulare. Dato che le cellule tumorali contengono significativamente più ferro libero intracellulare delle cellule normali è stato dimostrato che artemisinina e suoi analoghi, in maniera selettiva, possono causare arresto della crescita cellulare e apoptosi in molte linee cellulari tumorali
Queste caratteristiche rendono i composti contenenti artemisinina , degli interessanti candidati come farmaci chemioterapici anti cancro.

 

Come si può assumere?

La via di somministrazione è orale. Le forme disponibili sono principalmente liquida e in compresse/capsule. I dosaggi sono indicati dal medico. A puro titolo esemplificativo, il dosaggio degli estratti liquidi (in tintura alcolica o non) va da uno a 6-7 cucchiai da tavola suddivisi nell’arco della giornata. Per le forme solide (capsule/compresse) il dosaggio va dallo 0,2 g al 1 g, ripartite durante il giorno.

Ci sono effetti collaterali?

Il principale effetto collaterale riportato in numerosi studi clinici su animali di grossa taglia è stato la neurotossicità, l’embriotossicità -per cui se ne sconsiglia l’uso in gravidanza- e la possibilità di reazioni allergiche. Confrontando i dati vengono evidenziati legami con il dosaggio, la modalità di somministrazione ed il tempo di somministrazione. Il dosaggio pertanto non deve essere aumentato senza criterio, ovvero prolungato nel tempo (alcuni giorni al mese) per evitare gli effetti sopraindicati.
Inoltre si deve valutare l’uso della tintura idroalcolica nei casi in cui esistano irritazioni al cavo orale o patologie esistenti al carico del fegato. Nel primo caso l’alcol può aumentare le irritazioni presenti, nel secondo -proprio perché la sua sede di metabolismo è nel fegato- potrebbe produrre effetti nocivi da sovraccarico.

Ricapitolando

  • Molti studi in letteratura concordano sulle qualità di questa pianta, nella cura di alcune forme di tumore.
  • La sua azione è ossidante per le cellule. Quindi si può valutare il caso di neoplasie, ma non come preventivo (in questi casi è preferibile usare degli anti-ossidanti).
  • L’Artemisia annua non è inclusa tra le piante della lista BELFRIT e il suo uso è subordinato a presentazione di ricetta medica ripetibile.
  • L’uso di Artemisinina, sotto supervisione medica, può essere uno di quei farmaci da utilizzare in combinazione con i classici farmaci antiblastici con lo scopo di aumentare non solo l’efficacia, ma anche la sopravvivenza dei pazienti oncologici.

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