Estratti di Cannabis e mal di schiena

Hai un insopportabile mal di schiena che non vuole saperne di andar via?
Sicuramente è una problematica che accomuna molti di noi,
sfortunatamente più volte nella vita.
Il mal di schiena è ai primi posti nella spiacevole classifica degli eventi traumatici e dolorosi che causano diminuzione della qualità della vita, incapacità al lavoro, dolore e disabilità in tutto il mondo.

La maggior parte delle sensazioni dolorose definite “mal di schiena” sono delle condizioni auto-limitanti, che impongono degli accomodamenti fisici e comportamentali da adottare finché il corpo non si riprende, cosa che di norma avviene in circa 6 settimane con l’uso di analgesici, esercizio fisico e  fisioterapia (di varie forme).

Quando il dolore sembra durare da anni

Se e quando la lombalgia dovesse durare per più di tre mesi, viene definita cronica.
Ovviamente in un lasso di tempo così ampio, si è finito col provare di tutto.
Gli anti infiammatori, più o meno forti, hanno esaurito la loro efficacia
e a poco servono ormai altri tipi di trattamento.

Un aiuto per combattere il mal di schiena, sia acuto che cronico, può venire dal Cannabidiolo (CBD) il principale componente non psicotropo, ossia che non altera
lo stato psichico (mentale) di una persona, della Cannabis Sativa.

I cannabinoidi

Col termine cannabinoidi, si indicano una serie di composti simili tra loro (puoi confrontare quest’articolo), ma con effetti molto differenti; alcuni di questi sono stati testati anche in questa specifica situazione clinica.

Certamente le cause del mal di schiena possono essere le più varie, dai fastidi muscolari, alle diverse forme di compressione midollare (“artrosiche” o traumatiche), sino alle forme più gravi secondarie a gravi patologie, anche di natura oncologica.

Cosa riporta la letteratura

Dei moltissimi studi effettuati negli anni, ne riporterò alcuni tra i più pertinenti.
Dato che gli estratti della Cannabis hanno implicazioni di natura legale, la gran parte di questi sono realizzati in paesi del mondo che hanno una legislazione più aperta, anche se l’Italia è molto progredita legislativamente dal 2013 ad oggi, sull’argomento.

Il primo (2006) riporta il potenziale ruolo dei Cannabinoidi nel trattamento del dolore acuto e cronico, analizzando i risultati di prove cliniche effettuate su pazienti che mostravano dolori di natura sia neuropatica che osteo-articolare.
L’efficacia era persino constatata in ambito post infortunio spinale, oltre che in dolori di diversa natura, anche oncologica.

In sostanza viene affermato che i cannabinoidi, agendo su meccanismi antidolorifici diversi da quelli di altri farmaci attualmente in uso, possono costituire una nuova linea di trattamento promettente per mitigare il dolore che non riesce a rispondere ai trattamenti farmacologici disponibili, soprattutto per i dolori neuropatici e infiammatori.
La combinazione di cannabinoidi con sostanze analgesiche sinergiche è interessante perché può migliorare l’efficacia e la sicurezza del trattamento.

Di seguito, troviamo uno studio britannico del 2004 effettuato su 34 pazienti con dolore cronico resistente ai trattamenti tradizionali. Ai partecipanti furono somministrati diverse varietà di Cannabis e vennero osservati per un periodo di 12 settimane. I risultati hanno mostrato una significativa riduzione dei sintomi del dolore, sottolineando che gli estratti contenenti tetraidrocannabinolo (THC) erano i più efficaci per ottenere l’analgesia.

Troviamo poi uno studio italiano del 2018, che mirava a valutare il dolore e i suoi sintomi in pazienti con sindrome da intervento chirurgico alla schiena fallito (FBSS) refrattaria ad altre terapie, trattati con una combinazione di THC e  CBD, in associazione con la stimolazione del midollo spinale ( SCS).
Il risultato è stato l’ottenimento, in tutti i casi studiati, di una gestione efficace del dolore. L’effetto positivo degli agonisti dei cannabinoidi sul dolore refrattario è stato mantenuto durante l’intera durata del trattamento, anche con dei dosaggi minimi.

Infine, una review del 2015 di tutti i trial clinici precedentemente effettuati ha concluso che la Cannabis è un trattamento efficace nel dolore cronico, complesso quello da mal di schiena. (3)

Possibili vantaggi rispetto all’utilizzo di farmaci oppiacei

C’è un notevole interesse a limitare l’uso di oppioidi dopo interventi chirurgici.
Infatti, tra i diversi effetti collaterali, un fattore critico di limitazione del dosaggio quando si utilizzano oppioidi nel periodo postoperatorio è la depressione (o l’insufficienza) respiratoria indotta da oppioidi (fonte).

D’altro canto, poiché i recettori CB1 per i cannabinoidi non si trovano nel tratto nervoso centrale del sistema respiratorio, la depressione respiratoria non costituisce una tipica manifestazione dell’uso dei cannabinoidi anche in caso di overdose.
Pertanto, l’aggiunta di cannabinoidi a una terapia antidolorifica postoperatoria consentirebbe, in teoria, un miglior controllo del dolore, limitando il rischio di problemi respiratori più di frequente indotti da oppioidi.

La sfida terapeutica nell’uso dei Cannabinoidi

La sfida terapeutica nell’utilizzo dei cannabinoidi nel trattamento del dolore sta nel raggiungere l’analgesia desiderata evitando effetti psicoattivi indesiderati.

Si ritiene che recettori situati nel SNC, siano i fattori principali degli effetti collaterali di limitazione della velocità dai cannabinoidi.
Sebbene, infatti,  molti studi suggeriscano che i cannabinoidi, in particolare il THC,
sono efficaci nel ridurre il dolore neuropatico, è altrettanto noto che un uso non corretto possa portare a effetti collaterali significativi.

Sembra, dunque, che una strategia per evitare il proprietà psicoattive dei cannabinoidi sia quella concentrarsi sui recettori periferici CB1 e CB2 ,
che sono comunque degli importanti mediatori dell’analgesia indotta dai cannabinoidi.
Diversi studi preclinici su modelli animali, forniscono prove al riguardo.

Una crema al CBD per trattare il dolore

Prendendo ancora spunto da quest’articolo scritto su Cannabiscienza:

Non solo il THC utilizzato per via sistemica, ma anche applicazioni locali di Cannabidiolo (CBD) possono alleviare i sintomi del mal di schiena, secondo un recente studio, pubblicato sulla rivista Journal of Opioid Management.

In questo lavoro, effettuato negli Stati Uniti, vengono presentati due casi clinici, due pazienti che descrivono l’uso del CBD per il sollievo sintomatico di una frattura da compressione lombare (dolore acuto).
Entrambi i pazienti analizzati avevano utilizzato, due volte al giorno, la stessa crema a base di CBD: la Baskin Essentials Body Wellness Cream contenente 400 mg di CBD ogni due once (un’oncia equivale a circa 28,35 grammi).

La crema al CBD è risultata efficace ed in grado di indurre effetti antinocicettivi e anti-infiammatori sui pazienti analizzati.
La riduzione del dolore, misurata con apposite schede di valutazione, è risultata significativa in entrambi i casi e non sono stati riportati particolari effetti collaterali.

Conclusioni

Il trattamento del dolore cronico e gli effetti anti-infiammatori sono quelli maggiormente descritti per la Cannabis Medicinale. Non stupisce quindi che l’utilizzo di Cannabis Terapeutica possa essere, in alcuni casi, di grande sollievo per i pazienti che soffrono di mal di schiena.

Le ragioni per cui la Cannabis potrebbe essere utile per il mal di schiena risiedono nelle proprietà farmacologiche dei fitocannabinoidi:

  • l’effetto analgesico
  • l’effetto anti-infiammatorio

I recettori cannabinoidi e gli endocannabinoidi sono presenti nei circuiti del dolore,
dalle terminazioni nervose sensoriali periferiche fino al cervello.
Gli agonisti del recettore dei cannabinoidi modulano le soglie nocicettive regolando l’attività neuronale, ma alleviano anche il dolore agendo sui tessuti non nervosi.

Cannabis ed estratti contenti THC, somministrati per via sistemica, sono sicuramente dei rimedi da tener presente nel caso di mal di schiena cronico, soprattutto se refrattario ai normali trattamenti con antidolorifici.

Magari la combinazione del THC per via sistemica e del CBD per via locale potrebbero rappresentare una terapia efficace in futuro per il trattamento dei sintomi del mal di schiena, sia cronico che acuto.

Se necessiti di ulteriori informazioni, puoi contattarmi compilando il form qui sotto.

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